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Vincenzino Procopio: «L’approccio scientifico è fondamentale nel mio lavoro»

di Katia Cedioli
L’intelligenza artificiale e l’educazione finanziaria stanno trasformando il settore della consulenza in Italia, portando nuove opportunità e sfide per i professionisti del settore, come ci spiega un esperto.

 

Vincenzino Procopio, socio dello studio milanese Moscova & Partners, è un consulente assicurativo e previdenziale con molti anni di esperienza. In questa intervista condivide le sfide personali affrontate nella sua carriera e come il suo approccio metodico e scientifico, appreso durante gli anni di studi ingegneristici, lo abbia aiutato a superarle. Infine, riflette sui principi fondamentali che guidano il suo lavoro e sull’importanza dello stile e dell’immagine personale nelle relazioni con i clienti.

Qual è stata la trasformazione più significativa che ha visto nel settore della consulenza previdenziale durante la sua carriera?

L’introduzione sempre più massiccia della tecnologia digitale e dell’intelligenza artificiale. Con questo non voglio dire che prima non si procedeva a introdurre sistemi tecnologici nel settore, ma la velocità con cui tutto questo sta avvenendo sicuramente è un fattore nuovo. Un’altra trasformazione, che ritengo più interessante perché è più legata a un fattore di cambiamento della mentalità delle persone, è stato l’aumento significativo di corsi di formazione, convegni e dibattiti sull’educazione finanziaria. Si tratta di una trasformazione che ha portato in Italia a promuove ogni anno, con numerose iniziative, la cultura dell’investimento, della pianificazione e della gestione del rischio. È interessante proprio perché il successo di queste iniziative evidenzia un risveglio della società italiana sul tema della finanza.

Qual è stata la sfida più grande che ha affrontato nella sua carriera e come l’ha superata?

È stata sicuramente quella di dovermi reinventare in un ambito lavorativo diverso dal mio percorso di studi. Ho una formazione di natura ingegneristica che diverge da un percorso giuridico o economico/finanziario, che sarebbero gli ambiti più idonei per il mio lavoro. Quello che mi ha aiutato nel compiere questo passaggio sono state sicuramente la mia forza di volontà, la propensione all’apprendimento e la tendenza ad applicare un approccio scientifico a ogni attività che compio. Per approccio scientifico intendo dire: svolgere il lavoro consulenziale con metodo, rigore, tecnica e apprendimento continuo.

C’è un principio o un valore che ha sempre mantenuto costante nel corso del suo percorso come consulente ?

La natura del mio lavoro consiste nel guidare i clienti a compiere delle scelte importanti per la loro vita e a dovergli dare spesso dei consigli su come raggiungere al meglio i loro obiettivi di gestione del rischio, sia in ambito di tutela per se stessi e per i loro cari, sia in campo finanziario. In questo difficile compito mettersi al sevizio del cliente è sicuramente il valore più importante; la fase di vendita della soluzione assicurativa o previdenziale che meglio soddisfa i bisogni del cliente, dal mio punto di vista, è solo una conseguenza.

Come crede che lo stile e l’immagine personale abbiano influenzato la sua carriera e le tue relazioni con i clienti?

Credo che oggi, più di ieri, lo stile e l’immagine che trasmetti agli altri sia molto importante, e aimè a volte anche più della sostanza. C’è un detto che dice «L’abito non fa il monaco». Oggi per come si è evoluta la società possiamo tranquillamente dire invece che l’abito fa il monaco. Per quanto riguarda il mio lavoro la prima impressione che si dà è molto importante. Personalmente, rispetto ad altri miei colleghi, non sono particolarmente abile a curare la mia immagine o a promuoverla al massimo livello, ma col tempo ho maturato la convinzione che il mio modo di essere e di svolgere il mio lavoro trasmette nelle persone che mi incontrano sicurezza e solidità, che aiutano moltissimo.

Una parola della Finanza in modo semplice, come la spiegherebbe a un bambino?

La parola che scelgo è “risparmio”. A un bambino la spiegherei in questo modo: risparmiare significa mettere via una parte del denaro invece di spenderlo, in modo da avere dei soldi in più in futuro in caso ne avessimo bisogno.

Katia Cedioli

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