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Sexalescenza: l’età che non ha più nome ma, ha stile

di Katia Cedioli
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Nati negli anni 50 e 60 del Novecento, queste persone rifiutano l’etichetta di “anziani” e riscrivono le regole della maturità. Sono attive, tecnologiche, consapevoli. E il loro stile racconta chi sono, più di ogni parola.

Un tempo, a sessant’anni si era “vecchi”. Oggi si è “sexalescenti”: uomini e donne che vivono con intensità, che rifiutano di essere definiti da una data di nascita. Che hanno riscritto il rapporto con il lavoro, con la pensione, con il corpo, con il tempo. E, soprattutto, hanno dato nuovo senso alla parola stile.

Un’identità che cambia le categorie

Secondo i più recenti dati ISTAT, l’Italia è uno dei Paesi con la popolazione più longeva al mondo: l’aspettativa di vita supera oggi gli 83 anni, e il numero di over 60 attivi è in continua crescita.

Ma c’è di più: uno studio dell’OCSE segnala che la partecipazione al lavoro nella fascia 60-69 anni è aumentata del 15% negli ultimi 10 anni. Molti lavorano ancora per passione, altri iniziano una seconda carriera. Alcuni non hanno mai smesso. Sono consapevoli, competenti, moderni. E non hanno nessuna intenzione di “invecchiare”.

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Photo: Unsplash / Chris Liverani

Come afferma il sociologo Francesco Morace, primo a introdurre in Italia il termine “sexalescenza, ci troviamo davanti a una fascia demografica paragonabile, per forza sociale, all’emergere dell’adolescenza nel secondo dopoguerra.

Il valore di uno stile che racconta una vita

In un mondo che cambia, anche il concetto di eleganza evolve. I sexalescenti non seguono le mode, ma coltivano un’estetica coerente con la propria storia. Indossano tessuti che amano, colori che parlano di loro. Non ostentano, ma non si nascondono. È una bellezza sobria, abitata, fatta di dettagli, postura, luce negli occhi.

Lo stile diventa una dichiarazione d’identità, un modo per raccontarsi senza bisogno di alzare la voce. Non hanno bisogno di sembrare giovani. Hanno bisogno di essere sé stessi.

Donne sexalescenti: la maturità come libertà

Le donne nate negli anni 50 e 60 hanno attraversato rivoluzioni: culturali, lavorative, personali. Hanno scelto, amato, combattuto, lasciato. Hanno cresciuto figli, studiato tardi, cambiato mestiere. E oggi, a sessant’anni, non si giustificano più. Né con il corpo, né con le parole.

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Photo: Unsplash / LinkedIn Sales Solutions

Alcune sono diventate nonne giovani. Altre non hanno mai avuto figli. Alcune hanno amato donne, altre uomini, altre entrambi. Alcune hanno fondato un’impresa a 55 anni. Altre hanno iniziato a scrivere. Tutte, in un modo o nell’altro, si sono prese la libertà di essere.

Chi lavora nel settore dell’immagine lo vede nei dettagli: un taglio di capelli che finalmente è “loro”, una foto profilo che non chiede filtri, una postura nuova, fatta di rispetto per sé, non di concessione agli altri.

Né giovani, né vecchi: centrati

La sexalescenza è anche questo: il rifiuto di una polarità. Non giovani “per sempre”, né vecchi “per contratto”. Semplicemente centrati. Con uno sguardo che ha visto molto, ma che non ha perso la curiosità. Con mani che non tremano, ma che sanno quando fermarsi. Con parole che non gridano, ma che – proprio per questo – arrivano.

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Photo: Unsplash / Shawn Augustine

Nel mondo della consulenza finanziaria, questa nuova identità ha un impatto preciso. Chi ha 60 anni oggi non ha bisogno di essere rassicurata/o: ha bisogno di essere considerata/o. Spesso è una professionista che guida un team, è un cliente che investe con lucidità, è una persona che chiede dialogo, non imposizione. E soprattutto è qualcuno che conosce il valore del tempo.

Parliamo quindi di “sexalescenza” non solo come fenomeno sociologico, ma come spunto per ridefinire ciò che ci aspettiamo da ogni fase della vita. Parliamone nei magazine, nei social, nei progetti di consulenza, nei momenti di formazione. Parliamone anche con leggerezza, se serve. Ma senza mai dimenticare che questa età ha dignità, bellezza e forza. E soprattutto: ha uno stile che merita spazio.

 

Katia Cedioli

Photo cover: Unsplash / Logan Weaver | @Lgnwvr 

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