Il Country Manager Italia di Coface, azienda internazionale attiva nell’assicurazione di crediti commerciali, sottolinea che l’insolvenza di un singolo debitore importante può compromettere la sopravvivenza dell’impresa.
Assicurare i crediti commerciali protegge le imprese dal rischio di insolvenza dei propri clienti attraverso la prevenzione, con la valutazione e il monitoraggio dei debitori, il recupero del credito e l’indennizzo in caso di mancato pagamento delle fatture. Pietro Vargiu, Country Manager Italia di Coface, spiega in cosa consiste assicurare i propri crediti commerciali, soprattutto in uno scenario economico incerto come l’attuale.
Cosa fa nello specifico Coface?
Coface si occupa di gestione del rischio del credito commerciale e offre servizi a 100 mila clienti in circa 200 mercati. Ci rivolgiamo alle imprese di ogni settore, nazionalità e dimensione con una gamma completa di soluzioni: assicurazione dei crediti commerciali, business information, recupero crediti, single risk e cauzioni. Oltre 5200 figure professionali affiancano i clienti di Coface e li aiutano a prendere decisioni e vendere in modo più consapevole, sia sul mercato domestico che all’estero.
Cosa si intende con assicurazione del credito e gestione del rischio commerciale?
Quando un’azienda vende a credito a un’altra impresa si espone al rischio di ritardi o di mancati pagamenti delle fatture da parte della sua cliente: questo è in sintesi il rischio di credito commerciale. L’assicurazione dei crediti commerciali è una soluzione che protegge le imprese dal rischio di insolvenza dei propri clienti attraverso la prevenzione, con la valutazione e il monitoraggio dei debitori, il recupero del credito e l’indennizzo in caso di mancato pagamento da parte del cliente.

Photo: Coface
Quali sono le principali tendenze sull’export italiano?
Il nostro più recente report ha evidenziato che nel 2024 il valore delle esportazioni è rimasto più o meno al livello dell’anno prima, ma con settori e mercati più performanti che hanno compensato riduzioni in altri comparti e destinazioni. Il calo dell’export in mercati importanti come Germania, Francia e USA è stato controbilanciato da maggiori flussi in altri mercati UE ed extra UE. Farmaceutica, alimentare e chimica hanno compensato i risultati in calo di auto, moda, metalli e macchinari. Ci sono state poi situazioni particolari che hanno favorito certi paesi e settori, ad esempio il boom di gioielleria e oreficeria in Turchia. Il 2025 si preannuncia complicato dal lato del commercio estero: ci aspettiamo un rallentamento delle principali economie, Francia e Germania comprese, e anche della Cina, mentre rischiano di peggiorare quelle tensioni geopolitiche a cui assistiamo già da tempo. E naturalmente, c’è l’incognita dei dazi americani.
Quali prospettive vede alla luce dei dazi statunitensi? Come si collega tutto ciò alla vostra attività?
C’è grande incertezza sulla politica commerciale degli Stati Uniti e sui termini di applicazione dei dazi doganali. I dazi mettono particolarmente a rischio le esportazioni italiane e rendono il Paese uno dei più esposti in Europa. Ogni impresa che si rivolge ai mercati esteri sa quanto sia importante conoscere l’affidabilità dei clienti, tutelare le vendite e poter contare su un partner capace di operare anche a livello locale se le cose non vanno per il verso giusto. È proprio in questo contesto che il supporto e i servizi di Coface si rivelano fondamentali.
Come affiancate le piccole e medie imprese nel recupero crediti?
Ritardi e mancati pagamenti possono avere un impatto significativo su liquidità e performance di un’azienda, soprattutto se questa ha ridotte dimensioni. Un fallimento su quattro scaturisce da crediti non pagati; l’insolvenza di un singolo debitore importante, con un peso notevole sulle transazioni commerciali, può arrivare a compromettere la sopravvivenza dell’impresa. Gli esperti di recupero crediti di Coface si avvalgono di tecnologie innovative e informazioni esclusive per verificare la situazione reale del debitore, per esempio analizzandone la situazione finanziaria e approfondendo le ragioni del ritardo di pagamento.
Coface procede al recupero dei crediti in via stragiudiziale, tramite solleciti scritti e telefonici, e – nel caso le circostanze lo richiedano – tramite un’azione legale, volta al recupero forzoso del credito. Grazie alla nostra rete internazionale, possiamo recuperare i crediti insoluti in 190 Paesi. Gli esperti di recupero crediti in Italia sono il collegamento tra il cliente e i responsabili locali che gestiscono la richiesta, e che hanno una conoscenza approfondita della lingua, della legislazione, del mercato e delle pratiche locali.

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Come sta impattando l’intelligenza artificiale sulla vostra attività?
Ogni giorno raccogliamo, analizziamo e integriamo milioni di dati provenienti dalle fonti più diverse. Ottenere e gestire grandi volumi di informazioni, i cosiddetti Big Data, è una parte del processo: l’obiettivo è trasformare i big data in smart data, ovvero dati selezionati, qualificati e contestualizzati, capaci di generare valore reale per le imprese. Quantità, ma anche e soprattutto qualità dell’informazione. L’intelligenza artificiale (AI) gioca qui un ruolo essenziale. I dati raccolti vanno armonizzati e qualificati: grazie a tecnologie di machine learning e natural language processing, siamo in grado di automatizzare l’elaborazione e l’analisi, ridurre gli errori e migliorare l’attendibilità delle nostre valutazioni.
Grazie all’AI, abbiamo strumenti decisionali potenti e tempestivi: valutazioni personalizzate del rischio, monitoraggio costante dei partner commerciali, simulazioni di scenari e raccomandazioni operative. Le nostre soluzioni di business information integrano quindi dati aggiornati in tempo reale con modelli predittivi avanzati, capaci di individuare i cosiddetti “segnali deboli” e anticipare potenziali criticità. In questo modo le imprese possono agire in modo proattivo, prevenendo i rischi e cogliendo le opportunità di crescita. In ogni caso, è fondamentale mantenere l’equilibrio tra tecnologia e competenza umana.
