Comprare un’opera digitale, un video, una canzone o persino un oggetto virtuale in un videogioco e poterne dimostrare la proprietà esclusiva. È questa la promessa degli NFT, i Non-Fungible Token, che stanno riscrivendo le regole della proprietà, non solo nel digitale.
Negli ultimi anni, il termine NFT è entrato con forza nel lessico dell’economia digitale, attirando l’attenzione sia di persone esperte in investimenti sia di semplici curiosi. Secondo l’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano, per esempio, nel 2024 circa 2,7 milioni di italiani possedevano crypto-asset e l’interesse potenziale toccava quota 13 milioni. Questi numeri fotografano una realtà in rapido mutamento, dove le criptovalute e i token digitali si fanno spazio nelle strategie finanziarie di un pubblico sempre più ampio e informato.

Photo: Freepik
Il mercato, dopo una fase iniziale di entusiasmo e volatilità, sta attraversando una fase di consolidamento. Cresce la sensibilità verso la sicurezza delle piattaforme, la trasparenza delle transazioni e la solidità dei progetti. Un ruolo chiave lo gioca il regolamento europeo Markets in Crypto-Assets (MiCA), entrato in vigore a fine 2024, che impone regole più stringenti su emissione, custodia e negoziazione di cripto-attività, con l’obiettivo di tutelare gli investitori e garantire maggiore stabilità.
Dalla “coniazione” alla sicurezza del wallet
Quando ci riferiamo a qualcosa di “non fungibile”, intendiamo un elemento distintivo e insostituibile. A differenza di una banconota da 10 euro, che è interscambiabile con qualsiasi altra dello stesso valore, un NFT è assimilabile a un’opera d’arte originale: possiede proprietà esclusive che lo rendono unico. Ma attenzione: acquistare un NFT non significa diventare proprietari dell’opera d’arte digitale in sé, bensì ottenere un certificato di proprietà digitale registrato su blockchain, che attesta l’unicità e la titolarità del token, ma non necessariamente i diritti sull’opera.
Gli NFT si basano sulla tecnologia blockchain, un registro digitale decentralizzato che funziona come un libro mastro condiviso tra migliaia di computer in tutto il mondo. La scelta della blockchain può influire sui costi complessivi dell’operazione e sulla facilità di rivendita. Questa tecnologia garantisce tre caratteristiche fondamentali: l’autenticità, poiché ogni NFT è unico e verificabile pubblicamente; la tracciabilità, che permette di vedere lo storico completo di tutte le transazioni; e la sicurezza, che rende impossibile la contraffazione o la duplicazione.

Photo: Unsplash / Andrey Metelev
Quando un NFT viene creato, il processo si chiama minting (coniazione). Durante questo processo, le informazioni dell’NFT vengono registrate permanentemente attraverso dei programmi automatici chiamati smart contract, che sono come contratti digitali che si eseguono automaticamente quando vengono soddisfatte certe condizioni. I token NFT, inoltre, richiedono un wallet digitale per la conservazione. Esistono hardware wallet (offline, più sicuri) e software wallet (online, meno sicuri). Le chiavi private sono essenziali per accedere agli NFT; perderle significa perdere gli asset. Misure di sicurezza includono autenticazione a due fattori, verifica degli indirizzi dei contratti intelligenti e aggiornamenti software, prestando attenzione a frodi e truffe.
Attenzione a tutti i dettagli
Quando si valuta un marketplace per NFT, è fondamentale considerare diversi fattori dal punto di vista finanziario. Le commissioni variano significativamente tra le piattaforme e possono impattare notevolmente sulla redditività delle operazioni. Oltre alle commissioni della piattaforma, sono da considerare anche i costi di transazione della blockchain utilizzata, che possono variare nel tempo in base alla congestione della rete.
Il mercato NFT è volatile, speculativo e guidato dai media, con prezzi che variano rapidamente e dipendono più dall’interesse mediatico che dal valore intrinseco. Prima di comprare un NFT, è meglio fare una ricerca approfondita (due diligence) su creatore, rarità e utilità. Consigliamo sempre e comunque di farsi aiutare da una persona esperta in consulenza finanziaria di questo settore.

Photo: Pixabay / Sergei Tokmakov, Esq.
NFT e fisco: come funziona la tassazione italiana
Un altro aspetto da considerare prima dia vventurarsi in questo mondo è che l’Agenzia delle Entrate, autorità di riferimento per la fiscalità in Italia, ha chiarito che i token non fungibili devono essere trattati come asset finanziari dal punto di vista tributario. In pratica, ogni volta che si realizza una vendita di NFT a un prezzo superiore rispetto a quello d’acquisto, il guadagno – definito plusvalenza – è soggetto a tassazione.
Per il 2025, l’aliquota sulle plusvalenze da cripto-attività e NFT è del 26%, senza esenzione. Dal 2026, salirà al 33% come da Legge di Bilancio 2025. Chi possiede NFT su wallet esteri deve dichiararli nel quadro RW. Queste norme sono state ampiamente trattate da testi normativi e testate di settore.
Spesso si confonde la proprietà di un NFT con i diritti d’autore dell’opera digitale associata. L’acquisto di un NFT non garantisce lo sfruttamento commerciale né impedisce a terzi di visualizzare l’immagine. È quindi fondamentale leggere i termini di licenza e conservare la documentazione delle transazioni per motivi fiscali e legali.
Photo cover: Freepik
