Per l’area manager Fineco in Emilia, la fiducia è il punto di partenza di ogni strategia finanziaria efficace. Il suo è un approccio che mette al centro l’ascolto e la personalizzazione, valorizzando competenze, empatia e autenticità all’interno di una rete che cresce grazie al dialogo tra generazioni di consulenti.
Dopo una carriera costruita tra il mondo assicurativo e quello bancario, Marco Lorenzoni guida oggi da Bologna una squadra di oltre cento consulenti Fineco in Emilia. La sua visione si fonda su un principio semplice ma essenziale: solo attraverso un rapporto di fiducia e una consulenza autentica si può davvero accompagnare il cliente nelle scelte che riguardano il proprio futuro finanziario. Una filosofia che combina formazione, innovazione e attenzione alle persone, dentro e fuori la rete.
Come si è avvicinato al mondo della consulenza finanziaria? Ci può riassumere le tappe del suo percorso professionale?
Dopo la laurea in Economia a Bologna, ho iniziato la mia carriera in Assicurazioni Generali, dove sono entrato in contatto con la rete di consulenza finanziaria Genercomit, allora partecipata dal gruppo. Ho deciso così di fare l’esame per poter essere abilitato a operare anche come consulente nella rete, continuando inizialmente a portare avanti anche l’attività assicurativa. La mia passione per la finanza mi ha spinto infine a dedicarmi completamente alla consulenza finanziaria, spostandomi in ING Sviluppo Investimenti Sim, dove ho ricoperto anche il ruolo di manager. Alcuni ex colleghi mi hanno seguito, e abbiamo intrapreso insieme il percorso in ING fino alla vendita della rete a Unicredit Xelion Banca, acquisita successivamente da Fineco.
Di cosa si occupa come area manager?
Come area manager coordino una squadra di 104 consulenti sul territorio dell’Emilia. Mi supportano in questo ruolo i group manager, che presidiano a loro volta il territorio nelle loro province di competenza, a diretto contatto con i consulenti che fanno parte della struttura. Il nostro obiettivo è quello di promuovere la crescita della rete Fineco nel nostro territorio di competenza, non solo in termini di risultati commerciali, ma anche di ampliamento della squadra attraverso l’attività di reclutamento: questo ci permette di raggiungere e affiancare nella gestione dei risparmi un numero di famiglie in continua crescita.

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In un periodo come quello che stiamo vivendo che importanza ha un buon consulente finanziario nella gestione del risparmio e dei patrimoni delle famiglie e delle imprese?
Il ruolo del consulente finanziario è sempre più centrale, e notiamo come le famiglie siano molto più consapevoli di un tempo di non poter gestire i propri risparmi in modo efficiente senza un supporto professionale. Si tratta infatti di tematiche molto complesse e, come sappiamo, l’educazione finanziaria in Italia è ancora troppo poco sviluppata rispetto ad altri Paesi. Inoltre, in un contesto in cui la prospettiva di vita si allunga sempre di più, affidare a un professionista la pianificazione finanziaria a lungo termine e la gestione del passaggio generazionale, è una scelta determinante per assicurarsi un tenore di vita costante negli anni.
Come è composta la squadra di consulenti? Come è organizzata la loro formazione?
All’interno della mia struttura operano professionisti con competenze e caratteristiche diverse, dai profili più senior, a quelli più giovani: diversità che rappresentano una ricchezza, perché ci permettono di mettere sul campo professionalità variegate, in grado di rispondere alle più diverse esigenze dei clienti. Per quanto riguarda la formazione, oltre a quella specialistica dedicata ai consulenti più esperti, Fineco mette a disposizione dei giovani un percorso strutturato di crescita, il “Progetto Giovani”. Si tratta di un programma che permette loro, grazie a supporti economici e di tutoring, di avviare la propria carriera e acquisire tutti gli strumenti necessari a raggiungere il successo nella professione. È un’esperienza molto proficua, che ci permette di gestire e valorizzare il ricambio generazionale all’interno della squadra non solo a vantaggio dei giovani, ma anche dei colleghi senior, che da loro possono apprendere un approccio più adatto alle esigenze delle nuove generazioni di clienti.
Secondo lei, l’abbigliamento e lo stile di un consulente che impatto hanno sul cliente?
Credo che lo stile di abbigliamento vada sempre adattato a persone, luoghi e situazioni quotidiane. In alcuni contesti formali è ancora importante indossare giacca e cravatta, in altri un look più casual è sicuramente preferibile: noto, per esempio, che la cravatta riscuote sempre meno successo, soprattutto tra i giovani, ma credo che ognuno debba trovare il proprio stile e, perché no, farne un proprio tratto distintivo.

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Un termine del mondo della finanza spiegato in maniera semplice, come se avesse davanti un bambino o bambina?
Cerchiamo di capire che cosa significa investire. Immagina di avere una piantina che se pianti nel terreno giusto, la annaffi e la curi, col tempo può diventare un albero che fa tanti frutti. Un investimento è simile. Pensa a un grande cestino dove tante persone mettono dentro un po’ dei loro soldi, come se stessero facendo una raccolta. Poi, uno “specialista dei risparmi” li prende e li usa per piantare tanti semi in diversi giardini, per esempio, aziende, case o altri progetti. Aspetti un po’ di tempo e, se tutto va bene, quei risparmi crescono e ne ottieni di più, esattamente come i frutti dell’albero. Ma attenzione, a volte la piantina non cresce perché arriva, per esempio, una tempesta, e puoi perdere i tuoi frutti: investire può quindi comportare dei rischi, per questo è importante rivolgersi a una persona esperta che sa come guidarti per farti ottenere più frutti possibili, e di conseguenza fare crescere i tuoi soldi.
