Per il consulente finanziario attivo a Imola, proteggere il patrimonio significa valorizzare il lavoro e l’impegno di chi lo ha costruito. Trerè riflette sul ruolo della tecnologia, sull’evoluzione del settore e sull’importanza crescente della consapevolezza economica.
Francesco Trerè, consulente finanziario attivo a Imola, ha l’idee chiare sulla propria professione e sull’importanza dell’educazione finanziaria. Perché i risparmi delle persone derivano da due grandi fatiche — guadagnare e risparmiare — e meritano il massimo rispetto e protezione, come sottolinea in questa intervista.
Perché ha scelto di intraprendere la professione di consulente finanziario?
Ho sempre avuto una forte passione per la finanza e per l’economia. È una passione che mi accompagna da tempo. Il mio percorso di studi è stato coerente con questo interesse: dopo il diploma in ragioneria, ho conseguito una laurea triennale in Economia e Finanza e successivamente una laurea specialistica in Finanza, Intermediari e Mercati. Il mio percorso professionale è iniziato subito in banca, dove ho avuto modo di approfondire concretamente questo settore.
Cosa le piace di più del suo lavoro?
Mi piace soprattutto la possibilità di aiutare le persone. I soldi non devono essere un fine, ma un mezzo per realizzare i nostri progetti di vita, per vivere con serenità. E poi c’è l’aspetto umano, che per me è fondamentale: mi piace parlare con le persone, ascoltarle, capire le loro esigenze e creare un rapporto di fiducia.

In cosa pensa che il suo approccio si distingua da quello di altri colleghi?
Non so esattamente come lavorino gli altri, ma posso dire come sono io. Cerco di interpretare il mio lavoro secondo i valori che porto anche nella mia vita personale: attenzione, ascolto, disponibilità, coerenza e competenza. Credo che queste qualità siano alla base di un buon rapporto con il cliente e di una consulenza di valore. I risparmi delle persone derivano da due grandi fatiche e meritano il massimo rispetto e protezione.
Qual è il ruolo della tecnologia nella sua attività?
La tecnologia oggi è uno strumento fondamentale. Il mondo è cambiato tantissimo, e gli strumenti digitali ci permettono di essere più efficienti e di offrire un servizio più immediato e accessibile ai clienti. Tuttavia, per me la tecnologia deve restare un mezzo, non diventare un fine. Il vero valore aggiunto rimane la relazione umana: nessun algoritmo potrà mai sostituire il rapporto di fiducia e ascolto tra consulente e cliente.
In un contesto economico così complesso, quale pensa sia il ruolo del consulente finanziario?
Penso che il consulente debba essere una sorta di bussola per i risparmiatori, una guida in un mondo sempre più interconnesso e difficile da interpretare. Quando ho iniziato a lavorare in banca, il nostro lavoro era più semplice, meno veloce. Oggi tutto è più rapido e complesso.
Una delle chiavi per affrontare questa complessità è l’educazione finanziaria: in Italia purtroppo è ancora molto carente. Aiutare le persone a comprendere e a essere consapevoli delle proprie scelte finanziarie è, secondo me, il primo passo fondamentale.
Quanto conta l’immagine, ad esempio l’abbigliamento, nel suo lavoro?
Credo che un abbigliamento curato, ma non eccessivo, trasmetta serietà, affidabilità e rispetto. Tuttavia, penso anche che non sia “l’abito a fare il monaco”: alla fine sono le persone, con il loro modo di essere e di lavorare, a fare la differenza. Oggi, fortunatamente, ci si sta un po’ allontanando dall’idea del consulente “giacca e cravatta” a tutti i costi. L’importante è mantenere professionalità, ma anche naturalezza e autenticità.

Se dovesse spiegare in modo semplice, per farlo capire ad un bambino, un concetto economico attuale, quale sceglierebbe?
Sceglierei di parlare di inflazione e perdita di potere d’acquisto. L’inflazione è l’aumento dei prezzi: se ieri un caffè costava un euro e oggi costa un euro e quaranta, significa che con la stessa somma possiamo comprare di meno. Il potere d’acquisto è strettamente collegato: se dieci anni fa avessimo messo 100 euro in un cassetto, oggi, con quei 100 euro, non potremmo più comprare le stesse cose. Per offrire gli stessi cento caffè agli amici, servirebbero 140 euro. Questo è il motivo per cui è importante investire consapevolmente: per proteggere il valore dei nostri risparmi nel tempo.
Tutte le foto sono di Patrick Morini
