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Francesco Pagani: «In tempi di crisi, il vino è un investimento stabile e conservativo»

di Katia Cedioli
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Ha fondato un’azienda di degustazioni ed eventi (con sedi in Italia e Svizzera). Da sommelier professionista, Francesco Pagani si occupa di gestione patrimoniale attraverso la costituzione di cantine da investimento: «In tempi di crisi, il vino come bene da collezione si è rivelato un investimento stabile e conservativo».

 

Fra le numerose attività che svolge, offre consulenza nella scelta di bottiglie di pregio, organizza eventi e degustazioni e team building per banche, assicurazioni, clienti corporate (wealth e private), consulenti finanziari e professionisti. Style Finance ha incontrato Francesco Pagani per parlare di investimenti legati al vino, di sostenibilità, crisi economiche e insegnamenti per gli addetti ai lavori.

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Partiamo dal crescente interesse per gli investimenti green anche nel settore vinicolo. In che modo le pratiche sostenibili nel mondo del vino influenzano le decisioni di investimento nel settore?

La sostenibilità sta diventando sempre più importante nel settore vinicolo a causa delle sfide poste dai cambiamenti climatici. Questo ha spinto i viticoltori a investire in pratiche più sostenibili per proteggere l’ambiente e mantenere la produzione di qualità. Gli investimenti si concentrano particolarmente sulla tecnologia avanzata per la gestione dei vigneti, come i droni e gli strumenti analitici, per prevedere e adattarsi meglio ai cambiamenti climatici.

Investire nel vino è una pratica che passa anche attraverso fondi di investimento.

Va detto che spesso soltanto le grandi aziende vinicole possono permettersi di investire in sostenibilità, dato che hanno il capitale necessario per implementare processi ottimizzati su larga scala. Nel contesto degli investimenti finanziari, ciò significa che sono le aziende vinicole più grandi a presentare opportunità di investimento più attraenti, proprio per loro capacità di adottare pratiche sostenibili in grado di migliorare resilienza e produttività a lungo termine.

Investire in un’azienda vinicola è un vero asset?

Investire in un’azienda vinicola può essere una strategia efficace per grandi gruppi finanziari che cercano di diversificare i loro investimenti, come dimostra l’esempio di un gruppo europeo – specializzato in servizi assicurativi e finanziari – che ha direttamente acquisito un’azienda vinicola. Questo tipo di investimento non è però consigliabile per chi cerca ritorni rapidi, poiché il settore vinicolo è complesso e ad alto rischio, con gestioni delicate e spesso costose. Vantaggi fiscali? Le aziende vinicole possono godere di benefici, ma ciò non garantisce di per sé il successo finanziario.

Per gruppi più piccoli, l’investimento nel vino richiede competenze specializzate e non è sempre facile trovare le persone adatte alla gestione. Invece per le organizzazioni ben capitalizzate e con una visione a lungo termine, investire nel vino può trasformarsi in un investimento di pregio e tradizione. Lo considero un impegno che richiede pazienza e può estendersi per generazioni, non una scorciatoia per guadagni immediati.

Poi c’è il tema dei fondi di investimento nel settore vinicolo…

Investire nel vino è una pratica che passa anche attraverso fondi di investimento. È un settore un po’ complesso a causa delle variazioni del prezzo delle singole bottiglie, che cambiano significativamente da un mercato all’altro: una valutazione precisa è difficile perché il costo di una stessa bottiglia può variare enormemente a seconda che sia acquistata a Milano, Hong Kong, Los Angeles o Londra. C’è poi un’altra sfida: quella della liquidabilità nel settore vinicolo. Vendere il vino può richiedere tempo, a differenza dei prodotti finanziari tradizionali che offrono liquidità quasi immediata. Inoltre, la conservazione del vino richiede strutture adeguate, spesso con costi significativi, per mantenere condizioni ottimali come la temperatura e l’umidità. Un esempio? La società Wine Profit, di cui sono responsabile per quanto riguarda il vino, gestisce oltre 60mila bottiglie di vino di proprietà degli investitori, conservate in un magazzino in Svizzera. Questo aiuta a ridurre l’impatto fiscale sull’investimento, ma comporta costi non trascurabili per la conservazione e la gestione del magazzino stesso.

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Se guardiamo ai trend, quali sono le ultime tendenze sempre in ambito investimenti?

Le ultime tendenze nell’investimento vinicolo non si limitano solo al vino, ma includono anche il whisky che sta guadagnando popolarità. Questi sono considerati investimenti a lungo termine, con whisky che richiedono anni di affinamento: l’investimento è attrattivo per la sua lunga durata e la capacità del prodotto di mantenere la qualità nel tempo. È giusto ricordare che il vino rimane un asset unico nell’agroalimentare perché migliora con una moderata ossidazione, aumentando il suo valore sensoriale nel corso degli anni: pensi che alcuni vini possono essere apprezzati anche dopo 50-60 anni… Parallelamente, si registrano forti innovazioni per migliorare il controllo e la gestione degli investimenti. Mi riferisco alla tracciabilità delle bottiglie di vino, con l’utilizzo della tecnologia blockchain e i certificati NFT per registrare e tracciare la storia e i movimenti di una bottiglia. Tutto questo aumenta la sicurezza e la garanzia di qualità per il consumatore, oltre a combattere la piaga della contraffazione, particolarmente diffusa in Asia.

In chiusura, le chiedo come ha reagito il mondo del vino alla crisi pandemica e quali lezioni ne possono trarre gli investitori? In che modo si confronta il rischio nel settore vinicolo con quello finanziario?

Nel mondo del vino, le aziende vinicole hanno affrontato le recenti crisi economiche con risultati sorprendenti. Durante il lockdown e gli anni di pandemia, il settore ha visto una crescita notevole, registrando nel 2022 vendite e un aumento dei prezzi dei vini senza precedenti. Tuttavia, nel 2023 c’è stata la prima significativa diminuzione negli scambi, con una flessione del 14% secondo l’indice Live-Ex.

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Per quanto riguarda il vino come bene da collezione, in tempi di crisi si è rivelato un investimento stabile e conservativo. Nonostante non ci siano state grandi performance in termini di apprezzamento del valore, chi ha investito in bottiglie di vino ha generalmente mantenuto il valore del proprio investimento. I prezzi del vino raramente diminuiscono, e quando ciò avviene, solitamente si recuperano velocemente. Finora non si sono visti cali drastici: una piccola flessione può capitare, ma tendenzialmente viene sempre ripresa.

 

Katia Cedioli

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