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Filippo Montaina: «La libertà finanziaria non si improvvisa, si costruisce»

di Mariza Cibelle Dardi
COVER MONTAINA
Con più di 30 anni di esperienza alle spalle, ha scritto due libri e ogni quindici giorni firma una newsletter che traduce i temi dell’economia in parole semplici, accompagnando le persone a costruire una relazione più consapevole con il denaro. Filippo Montaina, consulente patrimoniale di Parma, racconta i suoi valori.

 

Pensionati che ritirano la pensione e corrono a saldare piccoli debiti. Scene di dignità, ma anche di fragilità economica che lo hanno segnato profondamente quando dirigeva una filiale bancaria. Da quelle osservazioni è nato il metodo della “Longevità Finanziaria” di Filippo Montaina, che dopo trent’anni nel settore finanziario, applica come consulente finanziario un approccio che va oltre i numeri. Ascolta le storie, pianifica il futuro e lavora per restituire al denaro il suo vero ruolo di alleato nella costruzione della libertà personale. In questa intervista, Montaina racconta il cuore del suo lavoro: l’ascolto, la pianificazione e il desiderio di restituire al denaro il suo vero ruolo, quello di strumento al servizio della libertà.

Quali sono stati i momenti o le scelte che considera più significative nella sua evoluzione professionale?

Il primo momento decisivo è stato nel 2014, quando ho lasciato il ruolo di direttore di filiale in banca dopo 24 anni, per iniziare un nuovo percorso come consulente finanziario. Una scelta che ha significato uscire dalla sicurezza del mondo bancario per rimettere il cliente davvero al centro. Sentivo sempre più forte il bisogno di tornare ad un rapporto autentico con le persone, lontano dalle logiche commerciali e dai numeri imposti dall’alto. Volevo accompagnare i clienti in modo meno vincolato, con più tempo, più attenzione e più onestà.

MONTAINA INTERNA

Filippo Montaina

Il secondo momento importante è arrivato subito dopo, quando ho deciso di specializzarmi, frequentando corsi di formazione specifici e approfondendo le tematiche legate alla consulenza patrimoniale. È lì che è nata anche l’idea di creare un metodo mio, quello della “Longevità Finanziaria”, e di dedicarmi sempre di più alla divulgazione. Oggi, ogni volta che un cliente mi dice «mi sento più tranquillo», so di aver fatto le scelte giuste.

La “serenità finanziaria” è spesso al centro del suo approccio alla consulenza. Quali sono gli errori più comuni che le persone commettono nella gestione del patrimonio?

Il primo errore? Pensare che gestire i soldi significhi solo “farli fruttare”. La verità è che molti si muovono senza una meta chiara, inseguendo l’investimento del momento o il consiglio dell’amico. Negli ultimi anni questo atteggiamento ha fatto ancora più danni: dal 2020 abbiamo vissuto una pandemia globale, una guerra in Europa, un conflitto in Medio Oriente, il ritorno dell’inflazione e il rialzo dei tassi più veloce degli ultimi cinquant’anni. E, come se non bastasse, ora ci troviamo di fronte a nuove tensioni commerciali con i dazi rilanciati da Trump nel suo “liberation day”. In contesti così turbolenti, lasciarsi guidare dalle emozioni è facilissimo. Ma la serenità finanziaria non nasce da reazioni impulsive. Nasce da un piano. Un piano che tenga conto dei propri obiettivi di vita, e che sappia resistere anche quando il mondo sembra andare a rotoli. È lì che si vede il valore della pianificazione.

Come è nato il suo metodo “Longevità Finanziaria”?

L’idea del metodo “Longevità Finanziaria” è nata anni fa, quando ero ancora direttore di filiale. Ricordo bene quei primi del mese in cui alcuni pensionati entravano in banca con discrezione, ritiravano la pensione e correvano a saldare piccoli debiti con il bottegaio sotto casa. Scene che raccontavano dignità, ma anche una fragilità economica che mi ha sempre colpito. Con il tempo ho capito che il vero problema non era solo la mancanza di soldi, ma l’assenza di un piano. Viviamo più a lungo, ma non sempre siamo preparati a vivere bene anche da un punto di vista economico. Da lì è nato il mio metodo: aiutare le persone a costruire un ponte tra oggi e domani. Perché non basta accumulare un capitale: bisogna imparare a farlo durare, proteggerlo e adattarlo alle diverse fasi della vita. La longevità finanziaria, per me, è proprio questo: accompagnare le persone verso un futuro sereno, in cui il denaro non è fonte di ansia, ma uno strumento di libertà.

E attenzione: la longevità finanziaria non inizia a sessant’anni. Inizia molto prima. Spesso si pensa che riguardi solo chi è vicino alla pensione, ma in realtà è una mentalità da adottare il prima possibile. Forse anche io ho dato un messaggio un po’ parziale scegliendo, per la copertina del mio libro, l’immagine di due anziani — per quanto rappresentativi di una terza età piena di energia e voglia di fare. Ma il messaggio è chiaro: la pianificazione non ha età, e prima si inizia, più strumenti abbiamo per scegliere la vita che vogliamo.

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In un settore spesso percepito come complesso o poco trasparente, qual è il segreto per costruire relazioni di fiducia autentiche e durature con i clienti?

Il segreto, se vogliamo chiamarlo così, è uno solo: ascoltare davvero. E non parlo solo di numeri, patrimoni o rendimenti. Parlo di storie, paure, sogni, fallimenti, aspettative. Spesso mi capita di incontrare persone che arrivano con una cartella piena di estratti conto… ma dentro portano molto di più. Portano il peso di scelte sbagliate, di consigli ricevuti senza capirli, di promesse mancate. Non è solo colpa loro: viviamo in un Paese con una scarsa cultura finanziaria e un sistema che, troppo spesso, si regge su prodotti difficili da capire e relazioni sbilanciate, dove il conto economico pesa più della tutela del cliente.

È anche per questo che, oltre alla consulenza, ho deciso di impegnarmi nella divulgazione: ho scritto due libri, e tengo una newsletter quindicinale che pubblico anche su LinkedIn. Il mio obiettivo è semplice: aiutare le persone a capire meglio, a fare scelte più consapevoli, a sentirsi meno sole. Per me, la consulenza è una relazione, non una transazione. E la trasparenza è la base su cui si costruisce tutto: se c’è chiarezza, anche le decisioni più difficili diventano più leggere.

Qual è secondo lei il confine tra gli interessi del consulente e quelli del cliente?

Recentemente ho fatto una scelta importante: dopo molti anni ho cambiato mandante, passando a BNL-BNP Paribas. È stata una decisione meditata e tutt’altro che facile, ma sentivo che era il momento giusto per allineare ancora di più il mio lavoro con i valori in cui credo. Cambiare non è sempre comodo, ma a volte è necessario per continuare a lavorare con libertà, integrità e con quella visione di lungo periodo che cerco sempre di trasferire anche a chi si affida a me. In questo percorso, mi sono trovato spesso a riflettere su una domanda che può sembrare banale, ma non lo è affatto: «Di chi è il cliente? Del consulente o della banca?». La mia risposta è chiara: «Il cliente è del cliente».  E il compito di chi fa il mio mestiere è essere un riferimento solido e coerente, al di là della targa sulla porta. Per questo, in ogni scelta professionale, metto al centro il rapporto che costruisco con le persone. 

Se dovesse condividere un solo consiglio per chi ci sta leggendo, quale sarebbe il più importante per migliorare la gestione del proprio patrimonio?

Il consiglio che darei è questo: non rimandate. Spesso pensiamo che la gestione del denaro sia qualcosa da affrontare più avanti, quando ci sarà più tempo, più soldi o meno pensieri. Ma la verità è che il momento giusto per iniziare è sempre adesso. Mi piace ricordare un proverbio che uso spesso anche con i miei clienti: «Il momento migliore per piantare un albero era vent’anni fa. Il secondo momento migliore è oggi».

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E prima ancora di parlare di investimenti, bisogna parlare di risparmio. Perché non esiste investimento senza risparmio. Il risparmio è la base, la radice dell’albero che vogliamo far crescere. Anche piccoli importi messi da parte con regolarità possono fare la differenza. Come dico spesso ai miei clienti: prima paga te stesso. Destina una parte del tuo reddito al risparmio appena lo ricevi. È un gesto semplice, ma potente. Prendersi cura del proprio patrimonio significa prendersi cura della propria libertà. E la libertà non si improvvisa: si costruisce nel tempo, con pazienza e coerenza.

La consulenza finanziaria sta cambiando rapidamente. Guardando avanti, quali competenze ritiene indispensabili per chi fa il suo lavoro?

Credo che la competenza tecnica resti fondamentale, ma oggi da sola non basta più. Serve empatia, capacità di ascolto, visione strategica e, cosa forse ancora più importante, capacità di semplificare. Chi fa il nostro mestiere deve diventare un ponte tra la complessità dei mercati e la vita reale delle persone.

In un mondo pieno di rumore e informazioni contrastanti, il vero valore del consulente sarà sempre più quello di aiutare il cliente a non farsi distrarre, a restare focalizzato sui propri obiettivi. Le sfide non mancano: la tecnologia che cambia le regole del gioco, la concorrenza crescente, l’instabilità dei mercati. Ma la più grande sfida sarà, paradossalmente, quella umana: restare rilevanti in un mondo in cui le relazioni tendono ad appiattirsi, a diventare digitali, impersonali. Io penso che il futuro sarà di chi saprà unire testa e cuore, numeri e persone. E di chi saprà stare accanto al cliente non solo nei giorni di euforia, ma soprattutto in quelli di incertezza.

Può spiegare un termine finanziario come se fosse davanti a un bambino?

Proviamo con la parola “interesse composto”, che è una delle magie più potenti della finanza. Lo spiegherei così: immagina di piantare un seme che ogni anno cresce e fa nascere un frutto. L’anno dopo, però, anche quel frutto diventa un nuovo seme, che a sua volta crescerà e farà altri frutti. E così via. Ogni anno non cresci solo grazie al seme iniziale, ma anche grazie ai nuovi semi che sono nati lungo il cammino. Più tempo passa, più il tuo piccolo giardino diventa una foresta. E poi concluderei con una frase che mi piace molto: non serve essere ricchi per iniziare, ma serve iniziare per diventarlo.

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3 commenti

Paola barezzi 7 Giugno 2025 - 12:30

Complimenti!!! risposte comprensibili a tutti….
Mi ci sono ritrovata molto…. pensando alle lunghe chiacchierate fatte con lei, sempre pronto ad ascoltare le mie noiose domande poi i suoi preziosi consigli che mi facevano sentire veramente più tranquilla
Grazie e complimenti ancora.
Buona vita per tutto. Paola barezzi tamani

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Ferraguti Massimo 8 Giugno 2025 - 9:25

ho letto l’intervista e mi e parso di essere lì alla tua scrivania, la coerenza, fra ciò che e bandiera per te e quello che poi applichi con i tuoi clienti\amici, è massima, sai conquistare la fiducia con la tua semplicità e come hai detto l’ascolto l’attenzione che metti alle esigenze di chi si rivolge a te, quello con te e stato un incontro, che da una prima differenza, si e trasformato in un piacevole rapporto di fiducia e apprezzamento dei tuoi valori che condivido

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Dante Del Bono 9 Giugno 2025 - 19:54

Come tutti sanno il mondo della finanza è molto vasto e complesso pieno di rischi.
Ho la fortuna di avere come consulente finanziario Filippo Montaina , sottoscrivo quanto scritto perché è quello che fa
quotidianamente con i suoi clienti.
Io ne sono testimone.

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