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Daniela de Tilla: «Riduco l’ansia che danno i soldi se non li sai gestire»

di Katia Cedioli
COVER DE TILLA
Intervista a una consulente mantovana che negli anni si è specializzata nella gestione patrimoniale delle famiglie e dei professionisti, con attenzione alla formazione continua e al miglioramento personale. 

 

Daniela de Tilla proviene da una famiglia di avvocati e ha associato la sua prima formazione giuridica a quella bancaria iniziata nel 2000, che poi è diventata la sua passione. Oggi si occupa di consulenza patrimoniale, con particolare riferimento al passaggio generazionale delle famiglie e alla gestione del patrimonio dei tutelati. Nel tempo si è specializzata come consulente dei liberi professionisti. «In consulenza, quando mi viene affidata la gestione del proprio patrimonio, mi occupo dei soldi che si hanno, e di quelli che non si hanno», afferma. «Mi piace dare serenità alle persone e di conseguenza alle loro famiglie, attraverso la consapevolezza di aver fatto giuste scelte finanziarie. Gli effetti sono un maggiore benessere economico e anche un benessere emotivo», aggiunge.

Ha notato differenze nella gestione finanziaria tra uomini e donne, e come le affronta nella sua consulenza?

Le clienti donne sono molto più veloci nel prendere una decisione. Sono più inclini a seguire le regole e soprattutto hanno chiari gli obiettivi da raggiungere. All’inizio è più difficile catturare la loro attenzione, richiedono alla consulente la stessa velocità e precisione. Successivamente si instaura un rapporto di fiducia, ma l’efficienza deve rimanere sempre al primo posto. I clienti uomini sono invece più ponderati nelle valutazioni, a volte perché hanno paura di sbagliare e a volte perché amano decidere da soli. Probabile che all’inizio si facciano consigliare da amici più che da consulenti. Sono molto più emotivi nella gestione dei mercati. L’approccio della consulente è più rassicurante e nel tempo la relazione si consolida e si affidano direi completamente.

Quali consigli darebbe alle donne che aspirano a una carriera nella consulenza finanziaria?

Le donne consulenti finanziarie sono oggi solo il 20% in Italia. L’unico consiglio valido per me in questo mondo prettamente al maschile è di intraprendere la professione se si ama questo lavoro a tal punto da non distinguere più la persona dalla consulente. Ogni occasione è lavoro: impossibile smettere. Noi lavoriamo a casa delle famiglie, a fine giornata, il sabato, in occasione di eventi e poco in ufficio. Penso che abbiamo ottime doti relazionali e grande empatia da dare a questo lavoro, ma la regola del successo per la mia esperienza è “non risparmiarsi”.   

Parliamo di stile e immagine. C’è un oggetto o dettaglio del suo outfit professionale che considera rappresentativo della sua personalità?

Nel mio caso nulla è lasciato al caso, come nella consulenza. Quella è la mia firma. Lo spillino della banca, per esempio, che è un gadget prettamente maschile, io lo porto al polsino. Questo è rappresentativo della mia personalità.  

INTERNA - SPILLA DE TILLA

Photo: Pexels / Aryan Rajput

Pensa che gli eventi nel suo settore siano importanti?

Sì, tanto che ogni anno organizzo un evento per i miei clienti top e per alcuni prospect invitati da loro. La serata ha un tema non finanziario, ma in qualche modo viene collegato al mondo finanziario, come in un talk show, per dare un messaggio serio e divertire allo stesso tempo. Penso che così debba essere insegnata la Finanza, con attinenza alla vita reale. 

A questo proposito quali sono i temi su cui in Italia c’è maggiore carenza di educazione finanziaria? 

Partirei dalle basi. C’è ancora tanta ignoranza sugli strumenti strettamente bancari: parlo di conti, carte bancomat e di credito, wallet digitali, utilizzo della app, invio denaro che non sia un bonifico. Pochi fanno un budget delle proprie spese mensili partendo dal reddito, quasi nessuno un programma di risparmio. È evidente poi che a domande complesse come «perché investire i risparmi, quando accedere a un mutuo, perché accantonare per la previdenza e come tutelarsi dai grandi rischi?» spesso ci si approccia con il sentito dire più che con la finalità di imparare

Potrebbe spiegare ai lettori una parola della Finanza in modo semplice, come la spiegherebbe a un bambino?

C’è il rischio buono, che si chiama opportunità e costituisce un premio per chi lo sceglie come amico. Poi c’è il rischio cattivo, che può sembrare simpatico, ma a volte si trasforma in una perdita e fa tanto male. Impossibile non incontrare il rischio. Se non lo cerchi, lui comunque trova te. Hai paura? Impara a distinguerli. Affidati a una guida, una consulente finanziaria che ti insegni a riconoscerliPoi imparerai da te, ma ugualmente la guida ti aiuterà a cercarne altri, di quelli più buoni ancora, i più difficili da trovare.

 

Katia Cedioli

 

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