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Conto corrente e conto deposito: quali sono le differenze?

di Veronica Rossetti
Il conto corrente e il conto deposito sono due strumenti messi a disposizione dagli Istituti bancari per la gestione della liquidità che offrono, tuttavia, strumenti molto diversi legati alle caratteristiche dei due prodotti. 

L’apertura di un conto corrente è diventata, grazie agli strumenti digitali, un’ operazione molto rapida e semplice, tanto che si può tranquillamente considerarlo come un vero e proprio portafoglio digitale. Lo scopo principale di questo strumento è consentire al correntista di gestire il denaro per diverse necessità: accredito dello stipendio, pagamento delle bollette di luce e gas o delle utenze telefoniche tramite funzionalità come la domiciliazione bancaria.

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Photo: Freepik

Inoltre, è possibile effettuare, in autonomia o presso lo sportello bancario, bonifici, prelievi, versamenti anche con l’ausilio di carte di debito o di credito rilasciate dall’Istituto su richiesta del cliente contestualmente all’apertura del servizio. I servizi messi a disposizione dalla banca possono essere utilizzati anche via app o tramite home banking, rendendo le somme presenti sul conto disponibili con la massima flessibilità e senza vincoli temporali.

Dal punto di vista finanziario, le somme depositate maturano interessi ma il rendimento è molto basso, se si sceglie un prodotto tradizionale. Tuttavia la remunerazione sale se si sceglie un conto corrente remunerato che garantisce un rendimento maggiore sulle somme depositate a partire da un certo periodo di tempo (in genere 6 mesi). Dal punto di vista dei costi, possono esserci dei canoni mensili da corrispondere mensilmente e delle commissioni per alcune operazioni o servizi extra. Il fondo interbancario di tutela dei depositi (FITD), comunque, copre il/la titolare fino a 100mila euro in caso di fallimento dell’Istituto di credito.

Conto deposito: un salvadanaio che matura interessi

Così come per il conto corrente, l’apertura di un conto deposito è piuttosto semplice e rapida, ma lo scopo principale è quello di far fruttare il denaro depositato come si utilizzasse un salvadanaio che consente di maturare interessi in misura maggiore rispetto al conto corrente (dal 3% al 5% annuo a seconda del prodotto).

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Photo: Pixabay / Jarino47

Proprio perché il conto deposito garantisce di beneficiare di interessi maggiori, le operazioni sono limitate: si può solo prelevare o versare denaro. Le somme depositate possono essere disponibili in qualsiasi momento (conto deposito libero) o possono essere prelevate alla scadenza del periodo stabilito (conto deposito vincolato) in cambio di un rendimento più elevato. 

In entrambi i casi la banca si impegna a restituire gli importi depositati qualora la persona correntista ne faccia richiesta, ma se fosse necessario ritirare il denaro prima del termine concordato, si dovranno pagare delle penali. Anche per il conto deposito, sono previsti dei costi che variano da banca a banca a cui si sommano il pagamento dell’imposta di bollo e la ritenuta sugli interessi. Infine, così come per il conto corrente, è prevista la tutela del FITD sempre per il medesimo importo, ovvero 100mila euro.

 

Veronica Rossetti

Photo cover: Pixabay / JamesQube

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