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«Ho ricominciato da zero, cambiando piazza, abitudini e clientela consolidata»

di Katia Cedioli
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Facendo leva sulla propria empatia professionale, un consulente finanziario di un importante istituto bancario racconta a Style Finance le sfide affrontate e le reazioni ai momenti di difficoltà. Con uno sguardo a un futuro più concentrato e condiviso.

 

Rispettiamo la sua richiesta non rendere pubbliche la propria identità. Ma vista l’esperienza nella consulenza finanziaria per clienti privati e imprese, pensiamo sia interessante pubblicare la sua testimonianza professionale. Che comprende eventi Corporate e attività di formazione per gli aspiranti consulenti.

Qual è il punto di forza e i valori-guida della sua attività di consulenza? Com’è il suo rapporto con i clienti?

Ritengo che l’assoluto punto di forza sia la professionalità. Sebbene sia un concetto banale (è ovvio che tutti dovrebbero essere professionisti nel proprio mestiere), in realtà non lo è: sempre più spesso in ogni settore mi è capitato di riscontrarne una crescente mancanza. Il rapporto con i miei clienti? Lo considero ottimo. Oltre alla professionalità, cerco di creare situazioni empatiche: una condizione che aiuta a relazionarsi al meglio e gestire anche eventuali fasi di criticità.

Le è mai capitato di adattare il suo abbigliamento al contesto o alla tipologia di cliente che deve incontrare?

Assolutamente sì, mi capita spesso visto che i clienti con cui mi trovo a relazionarmi sono di standing elevato: l’abbigliamento è un aspetto importante, denota cura della persona e buon gusto. Credo aiuti a dare una buona percezione di sé alla controparte agevolando di conseguenza il rapporto relazionale.

Quali sono gli eventi che nel suo settore la interessano maggiormente?

Avendo competenze finanziarie in tema di investimenti, e seguendo clienti corporate di alto livello, gli eventi che abitualmente incrociano il mio interesse professionale sono soprattutto le presentazioni di un bilancio. Spesso vengono effettuate in forma plenaria alla presenza di svariati stakeholder: sono di fatto occasioni per avviare momenti di confronto oltre che con il cliente stesso anche con i competitor e gli altri partecipanti.

Può descrivere brevemente una storia di successo e un momento difficile che ha superato?

La storia di successo di maggiore soddisfazione è riferita a un significativo apporto di liquidità presso l’istituto in cui lavoro, proveniente dalla cessione di un asset aziendale. Pur non essendo specificatamente il consulente del cliente lato investimenti, grazie alla mia professionalità e alla collaborazione avuta nel tempo a livello aziendale, abbiamo condotto in porto questa cessione. Per me è stato il riconoscimento di un lavoro svolto negli anni, per il nostro istituto un introito importante.

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Photo: Unsplash / Hunters Race

Momenti difficili, onestamente e fortunatamente, non ne ho avuti di particolare rilievo: se dovessi citarne comunque uno, direi un cambio di “piazza” lavorativa risalente a cinque anni fa. Qui, più che altro, la difficoltà è riconducibile alla classica “allergia al cambiamento” che caratterizza ognuno di noi, specie dopo molti anni di lavoro con una clientela consolidata. Dopo il cambiamento, per svariati mesi ammetto di aver attraversato una serie di difficoltà: è stato un po’ come ripartire da zero, stravolgere le abitudini e costruire nuove relazioni. All’inizio non è stato facile, poi nel giro di 4-5 mesi la nuova situazione mi ha permesso di crescere ulteriormente in termini di professionalità e consapevolezza.

Come si vede tra 5 anni e quali consigli si sente di dare ai nostri lettori?

Tra cinque anni mi vedo proseguire nel percorso di professione attuale, seguendo una clientela corporate di alto livello. Un’aspirazione? Portare le mie competenze in un istituto di credito dimensionalmente più contenuto (oggi lavoro per un primario istituto nazionale) e mettere a disposizione il livello di professionalità raggiunto in questi anni. Mi vedrei anche bene nel ruolo di formatore per giovani che volessero approcciarsi al mondo della consulenza aziendale: oggi infatti sempre più spesso vengono “catapultati” sul mercato senza un adeguato bagaglio di strumenti e di competenze a disposizione.

Ultima domanda: potrebbe spiegare ai lettori una parola della Finanza in modo semplice, come la spiegherebbe a un bambino?

Se dovessi spiegare a un bambino la parola Finanza, la assimilerei a un Salvadanaio, oggetto che molti bambini ancora conoscono. Semplificando al massimo, direi che la Finanza può essere riconducibile a quell’insieme di operatività necessarie a gestire al meglio il proprio Patrimonio (come fosse appunto un Salvadanaio).

 

Katia Cedioli

Photo cover: Unsplash / Bruce Mars

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