Negli ultimi anni, il modello di pagamento Compra ora, paga dopo (Buy Now Pay Later, BNPL) ha conquistato una fetta crescente di consumatori italiani, soprattutto giovani e utenti dell’e-commerce. Ma quali sono i reali vantaggi per consumatori e commercianti? E soprattutto, quali rischi comporta questa nuova forma di credito istantaneo che sta ridefinendo il rapporto tra desiderio d’acquisto e capacità di spesa?
Il 57% degli italiani utilizza l’opzione BNPL, e il 72% di loro lo considera un fattore decisivo nella scelta del retailer. Lo rivela lo studio dell’istituto di ricerca Kantar per FLOA Pay, piattaforma di pagamento a rate. Tuttavia, dietro l’apparente semplicità del buy now pay later si nasconde un ingranaggio finanziario sofisticato. Quando un consumatore clicca sull’opzione BNPL al checkout, mette in moto un meccanismo articolato che coinvolge commercianti, intermediari finanziari e spesso anche investitori istituzionali.
Il sistema BNPL funziona come una partita a tre: il cliente riceve subito il prodotto, il negoziante incassa immediatamente l’intero importo (meno una commissione che può arrivare al 6%), mentre la piattaforma BNPL si assume il rischio creditizio in cambio di potenziali guadagni da penali e dati comportamentali. La valutazione del cliente avviene in pochi secondi, ma con criteri molto diversi dai tradizionali prestiti bancari. Alcuni algoritmi analizzano semplicemente l’indirizzo email e l’indirizzo IP, altri verificano transazioni precedenti nello stesso e-commerce. È una valutazione superficiale che però basta a sbloccare centinaia o migliaia di euro di credito. Una volta approvato, l’acquirente può suddividere il pagamento in 3-4 rate senza interessi apparenti, salvo poi scoprire – in caso di ritardo – clausole che possono portare a costi elevati.

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Il vero business delle piattaforme BNPL non sta nei pochi euro di penale per ritardo, ma nella mole di dati sui comportamenti d’acquisto che riescono ad aggregare. Queste informazioni, spesso rivendute a terzi o usate per targeting pubblicitario ultra-mirato, valgono molto più delle commissioni sui singoli acquisti.
Conseguenze del mancato pagamento
Per i rivenditori, questa opzione si traduce spesso in un aumento delle vendite e nella fidelizzazione dei clienti, ma non è priva di rischi: le insolvenze possono influire negativamente sulla stabilità finanziaria delle aziende che offrono il servizio. Il buy now pay later, infatti, seduce con promesse allettanti: flessibilità immediata, accesso a beni altrimenti irraggiungibili e libertà dai vincoli dei prestiti tradizionali.
Per molti consumatori italiani, soprattutto tra i più giovani, è diventato uno strumento quotidiano per gestire spese importanti senza ricorrere a carte di credito o finanziamenti bancari. Ma questa apparente manna finanziaria nasconde insidie che pochi considerano al momento dell’acquisto.
La facilità con cui si ottiene questo credito istantaneo può trasformarsi in un boomerang. Senza un controllo rigoroso della capacità di rimborso, molti utenti accumulano debiti su debiti, illusi dalla possibilità di pagare “dopo”.

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La normativa sui ritardi
Eppure, in caso di ritardo, possono scattare interessi di mora, ovvero costi aggiuntivi per chi paga oltre la scadenza. La normativa sui ritardi nei pagamenti (D.Lgs. 192/2012, Direttiva 2011/7/UE) stabilisce che questi interessi devono essere almeno 8 punti percentuali sopra il tasso fissato dalla Banca Centrale Europea (BCE), che determina il costo del denaro nei prestiti. A ciò si aggiunge un risarcimento per le spese di recupero del credito.
Solo dopo aver accumulato molti ritardi gli utenti scoprono di essere esposti a penali severe e interessi esponenziali, con ripercussioni che vanno ben oltre il danno immediato. Ogni inadempienza può infatti macchiare irreparabilmente la storia creditizia, compromettendo l’accesso a mutui e finanziamenti futuri.
Consigli per un uso consapevole
Il BNPL rappresenta quindi un’opzione comoda ma richiede cautela. Come raccomanda Banca d’Italia sul suo portale “Economia per tutti”, è essenziale leggere attentamente i termini contrattuali, verificando penali e costi nascosti. Mentre le banche devono rispettare rigorosi obblighi di valutazione creditizia (art. 106 TUB) e antiriciclaggio, molte fintech operano ancora in zone grigie, erogando credito con approvazioni lampo basate su algoritmi non supervisionati.

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Attenzione alle clausole
Occorre quindi verificare con precisione eventuali penali, commissioni e interessi applicati ai ritardi, che possono far lievitare sensibilmente il costo finale. È altrettanto importante accertarsi se il servizio è offerto da operatori vigilati da Banca d’Italia, condizione che garantisce maggiori tutele come la possibilità di presentare reclami o ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario.
Per importi superiori a 200 euro, quando sono previste commissioni, si applicano le tutele del credito al consumo stabilite dalla Direttiva CCD2 (2023/2225/UE), tra cui il diritto di ricevere il modulo SECCI con informazioni chiare sul finanziamento e il diritto di recesso entro 14 giorni. La regola d’oro rimane una: usare il BNPL con moderazione, come strumento di pianificazione finanziaria e non come scorciatoia per spese oltre le proprie possibilità.
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