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Buoni fruttiferi postali: perché gli italiani li scelgono ancora

di Mariza Cibelle Dardi
I buoni fruttiferi postali (BFP) sono da quasi un secolo un pilastro del risparmio in Italia, apprezzati per sicurezza, semplicità e accessibilità. Nati per finanziare opere pubbliche, rimangono uno strumento d’investimento prudente.

I buoni fruttiferi postali sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti (CDP), istituto finanziario pubblico che svolge un ruolo primario nel finanziamento delle infrastrutture nazionali, e vengono distribuiti attraverso gli uffici postali presenti su tutto il territorio italiano, garantendo accessibilità anche nelle aree più remote. La loro caratteristica distintiva è la garanzia dello Stato italiano sul capitale investito. Questo elemento conferisce un profilo di rischio estremamente basso, rendendoli ideali per chi cerca protezione del risparmio dalle fluttuazioni di mercato. In periodi di instabilità finanziaria, questa garanzia statale offre particolare tranquillità ai risparmiatori.

Chi sceglie i buoni fruttiferi postali

Il Report sulle famiglie italiane 2024, pubblicato dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob), conferma la presenza significativa dei BFP nei portafogli degli investitori. L’indagine, basata su un campione rappresentativo, evidenzia che certificati di deposito e BFP superano titoli di Stato, fondi comuni e obbligazioni in termini di diffusione.

Il profilo tipo è un uomo di 51 anni, ma cresce la partecipazione femminile e delle famiglie monocomponente. La protezione del capitale guida l’81% delle scelte, seguita da semplicità gestionale. La diffusione è trasversale per età e reddito, con forte presenza tra pensionati e piccoli risparmiatori. L’accessibilità, l’assenza di costi e la sottoscrizione online mantengono alta la domanda, attraendo anche giovani adulti.

Photo: Efrem Efre/ Pexels

Le opzioni di scelta

I BFP ordinari mantengono la struttura tradizionale, con interessi che crescono progressivamente nel tempo: più a lungo si mantiene l’investimento, maggiore sarà il rendimento lordo riconosciuto. Esistono poi i buoni dedicati ai minori, pensati per chi vuole costruire un piccolo capitale destinato a figli o nipoti: il rendimento si accumula negli anni, ma i tassi restano contenuti rispetto all’andamento dei costi della vita e dell’istruzione.

Come specificato sul sito di Poste Italiane, i BFP sono soggetti alla tassazione degli interessi del 12,50% come i Titoli di Stato. Inoltre, sono soggetti a un’imposta di bollo dello 0,2% sul capitale se il loro valore complessivo supera i 5mila euro. La flessibilità operativa rappresenta un altro punto di forza: è possibile richiedere il rimborso anticipato in qualsiasi momento senza penali, ricevendo il capitale investito più gli interessi maturati fino a quel momento. Naturalmente, si rinuncia ai rendimenti più elevati previsti per i periodi successivi, ma il capitale non subisce decurtazioni.

I buoni fruttiferi postali alla prova del caro vita

Pur offrendo vantaggi evidenti, questi prodotti non sempre riescono a tenere il passo con l’aumento dei prezzi percepito dalle famiglie. L’inflazione, sebbene in calo rispetto agli anni precedenti, continua a gravare su settori essenziali come alimentari ed energia, erodendo progressivamente il potere d’acquisto. In questo scenario, diventa fondamentale valutare con attenzione i rendimenti reali dei BFP: anche a fronte di un rendimento nominale positivo, l’effetto combinato dell’inflazione può ridurre o annullare il beneficio economico, incidendo sul benessere finanziario delle famiglie.

Photo: Cottonbro studio / Pexels

La Consob ha quindi recentemente pubblicato linee guida che invitano i risparmiatori a valutare attentamente il rapporto rischio-rendimento anche degli investimenti percepiti come sicuri, sottolineando l’importanza di un approccio consapevole alle scelte di investimento.  La chiave, come sempre, è comprendere i propri obiettivi e il proprio profilo di rischio prima di scegliere dove investire i propri risparmi. Solo così si può decidere se i BFP rappresentano ancora una scelta razionale o se è il momento di esplorare alternative più remunerative. Per questo, consigliamo sempre di rivolgersi a una figura di consulenza finanziaria qualificata prima di prendere decisioni di investimento.

Photo cover: Freepik

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