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Andrea De Faveri: «L’immagine che traspare può influenzare il nostro successo professionale»

di Giorgio Pirani
andrea de faveri
Andrea De Faveri, professionista dell’intermediazione finanziaria e assicurativa, ci spiega come si è avvicinato a questo lavoro e l’importanza di formare persone giovani in questo campo.

Quali motivazioni l’hanno spinta a diventare un professionista dell’intermediazione finanziaria?

Il mio percorso di studi è abbastanza singolare rispetto alla professione che tuttora ricopro: provengo infatti da un percorso umanistico, che poco può avere a che fare con dati statistici, demografici ed economici. Una volta diplomato, per dare continuità ai miei studi classici, mi iscrissi a un percorso di laurea in giurisprudenza. Contestualmente, anche per potermi mantenere gli studi e non gravare sulle spalle della mia famiglia, ero alla ricerca di un’occupazione lavorativa che potesse darmi la giusta flessibilità per conciliare lavoro e studi. Iniziai così quella che sarebbe diventata la mia attuale attività professionale. Trovai persone che dedicarono tempo e risorse nel formare un ragazzo inesperto, fornendogli tutti gli strumenti necessari per professionalizzarsi passo dopo passo nel ruolo di consulente assicurativo. Giorno dopo giorno mi appassionai sempre di più al mestiere, e, non vedendo nel percorso di studi giuridici un reale scopo e un traguardo ben definito, decisi di dedicarmi a pieno alla professione assicurativa, terminando anticipatamente i miei studi. Vedevo infatti un’utilità sociale e uno scopo in quello che giornalmente facevo: aiutare individui e famiglie a realizzare progetti per loro importanti, e rispondere a necessità latenti che non erano emerse prima dei nostri incontri, o delle quali non erano a conoscenza. Decisi quindi di dedicarmi sempre di più alla materia, sfruttando sia gli strumenti forniti dalla compagnia presso la quale opero che la volontà personale di accrescere competenze e conoscenze che potessero arricchire me e soprattutto i clienti. Superai infatti la prova abilitativa all’organismo dei consulenti finanziari e successivamente decisi di avvalorare le mie competenze anche nel ruolo di educatore finanziario.

Qual è il punto di forza e quali sono i valori-guida della sua attività? Com’è il suo rapporto con i clienti?

Nellattività lavorativa di tutti i giorni, con colleghi, collaboratori e clienti cerco di basare i rapporti e le consulenze su fattori di trasparenza, onestà intellettuale e professionalità. Credo infatti di mettere a pieno servizio delle persone le mie competenze, anche utilizzando strumenti digitali e servizi forniti dalla pubblica amministrazione, analizzando nel dettaglio il reale bisogno specifico e personalizzato del mio interlocutore, non dimenticando mai l’intenzione di rispondere ai suoi reali bisogni, mostrando quindi principi di integrità e trasparenza. A distanza di oltre 10 anni infatti, rispetto a quando ho iniziato la professione, mi rendo conto che il lavoro ben fatto, seguendo principi di trasparenza e tempestività di risposta con il cliente, porta a rapporti professionali sani e a relazioni durature nel tempo.

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Photo: Canva / 89Stocker

Secondo lei, in che modo l’immagine personale e lo stile influenzano la percezione e il successo di un consulente?

L’immagine e lo stile che facciamo trasparire, non solo curando il nostro aspetto, possono influenzare il successo professionale di ognuno di noi. Se credi fortemente in quello che fai e cerchi di creare intorno a te relazioni sane e sincere, anche attraverso piccoli gesti o attenzioni inaspettate, compi azioni che giorno dopo giorno possono accrescere il tuo successo.

Quali sono gli eventi che nel suo settore la interessano maggiormente?

In un mondo lavorativo e scenari di mercato sempre più frenetici e veloci credo che si debba rimanere aggiornati e fare costante auto-formazione su tematiche geopolitiche e su tutti quegli scenari demografici ed economici che hanno o avranno impatti importanti sulla vita di ognuno di noi, in Italia più che mai se parliamo per esempio di sanità e previdenza.

Potrebbe spiegare ai lettori una parola della Finanza in modo semplice, come la spiegherebbe a un bambino?

La semplicità, in un mondo per i più complicato come quello della finanza, dovrebbe essere un mantra per svolgere bene questa professione. Se dovessi pensare a un termine o a un concetto che sento particolarmente mio, direi «educazione finanziaria»: il ruolo costante che ognuno dei professionisti del settore dovrebbe avere con clienti, figli e conoscenti nel voler creare e diffondere maggiori conoscenze e competenze del mondo assicurativo e finanziario, non lasciando nessuno indietro. Con i giusti strumenti e le adeguate basi infatti si potrebbero prendere scelte finanziarie giuste e coerenti per un presente e un futuro migliore per sé o la propria famiglia.

 

Giorgio Pirani

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