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Alessio Navilli: «Dico sempre la verità, anche se scomoda, per avere la fiducia del cliente»

di Annarita Cacciamani
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Per il consulente romano di banca Mediolanum i risultati non sono mai casuali: sono frutto di preparazione, costanza e sacrificio.*

«Il nostro interesse è allineato a quello del cliente. Ogni scelta deve partire dalle sue esigenze, non dal catalogo dei prodotti». Così Alessio Navilli, consulente finanziario di banca Mediolanum attivo a Roma, riassume il senso del suo lavoro. In questa intervista ci racconta quali sono i valori che lo guidano ogni giorno nello svolgere la sua professione.

Perché ha scelto di diventare consulente finanziario?

Sono arrivato alla consulenza finanziaria dopo un percorso di studi in Giurisprudenza e esperienze lavorative in ambito legale. È stato, però, un approdo naturale. Mio padre svolgeva questo mestiere in un altro istituto e, fin da piccolo, ho respirato il mondo bancario attraverso i suoi racconti. È un ambiente che mi ha sempre affascinato: la curiosità è diventata studio, poi passione, fino a trasformarsi nella mia professione. Oggi sento di portare avanti un percorso che ha radici familiari ma che ho fatto pienamente mio.

In che modo la competenza giuridica rappresenta un valore aggiunto per i clienti che segue ogni giorno?

Ho una formazione giuridica con una tesi proprio sui contratti di investimento. Conoscere il contesto normativo in cui si opera è fondamentale: permette di tutelare meglio il cliente e di valutare ogni scelta con maggiore consapevolezza. La laurea in giurisprudenza mi ha insegnato a ragionare in modo trasversale e a considerare più angolazioni di uno stesso problema. Questo, nella consulenza, si traduce in soluzioni più solide, chiare e realmente costruite su misura.

Nel costruire un rapporto di fiducia con i clienti, quali caratteristiche ritiene fondamentali per un consulente finanziario? C’è un tratto del suo modo di lavorare in cui si riconosce in modo particolare?

Credo che tutto parta dall’integrità personale. Trasparenza, onestà e capacità di dire le cose come stanno, anche quando può sembrare scomodo. La fiducia nasce così: dicendo la verità, non quella che il cliente vuole sentirsi dire, ma quella che gli serve per prendere decisioni consapevoli. È un tratto che riconosco molto nel mio modo di lavorare.

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Nel vostro approccio mettete al centro l’interesse reale del cliente, anche quando la soluzione migliore non è necessariamente interna alla vostra organizzazione. Perché è così importante e cosa racconta del vostro modo di intendere la professione?

Perché la credibilità si costruisce solo così. Quando diciamo di distinguerci dalle banche tradizionali, il riferimento è proprio a questo: il nostro interesse è allineato a quello del cliente. Ogni scelta deve partire dalle sue esigenze, non dal catalogo dei prodotti. Anche se la soluzione migliore non è “di casa”, va proposta comunque. Il rapporto si basa su fiducia e trasparenza: se vengono meno, viene meno tutto.

Lei è anche uno sportivo. Quanto contano per lei la tenacia e la precisione che lo sport richiede e in che modo queste qualità si riflettono nel suo lavoro?

Nel mondo dello sport diciamo che “dove non arriva il talento, arriva la disciplina”. Ed è reale. I risultati non sono mai casuali: sono frutto di preparazione, costanza e sacrificio. Questa mentalità mi accompagna anche nel lavoro. Semini bene, prepari bene, curi i dettagli… e i frutti arrivano. Non subito, ma arrivano sempre.

Quanto conta per lei lavorare in squadra e continuare a mettersi in discussione?

Conta moltissimo. La preparazione individuale è la base, ma il confronto con un collega — anche un neo inserito — può offrire una prospettiva diversa che cambia in positivo l’esito di una trattativa. Lavorare in squadra significa crescere più velocemente e prendere decisioni migliori.

L’abbigliamento e l’immagine sono importanti nel rapporto con il cliente?

Contano, eccome. Non parlo di formalità estrema, ma di cura e rispetto. L’immagine è il primo messaggio che trasmetti: professionalità, ordine, attenzione ai dettagli. Aiuta a creare un clima di fiducia ancora prima di iniziare a parlare. Il cliente deve percepire di essere nelle mani giuste, e anche la presentazione personale contribuisce a questo.

Ci può spiegare, come se parlasse a un bambino o una bambina, un termine della finanza che ritiene utile per capire il suo lavoro?

Scelgo una parola semplice: interesse composto. Lo spiegherei così: «Immagina di mettere una piccola pianta in un vaso. Ogni giorno cresce un pochino. Ma dopo un po’, la pianta non cresce solo grazie all’acqua che le dai tu… cresce anche grazie alle nuove foglie che si sono formate. E quelle foglie, a loro volta, fanno crescere la pianta ancora di più». L’interesse composto è questo: i soldi che hai risparmiato fanno nascere ‘nuove foglioline’, e quelle foglioline ne fanno crescere altre. È il modo più semplice e potente per far crescere il risparmio nel tempo.

*Questo contenuto è stato realizzato in collaborazione commerciale

Annarita Cacciamani

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