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Alessandra Randisi: «Essere indipendente è stata una scelta di coerenza, non solo di carriera»

di Davide Sica
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Dopo tredici anni in banca, Alessandra Randisi ha scelto la consulenza finanziaria. Una scelta di libertà per rimettere al centro la relazione con i clienti.

                                          

Dal 2022 Alessandra Randisi, consulente di Lecco, ha deciso di dare una svolta alla propria carriera e, da impiegata in banca, ha scelto la professione finanziaria. Una sfida che nasce dal desiderio di potersi dedicare maggiormente ai propri clienti: oggi infatti affianca oltre 100 famiglie nella gestione del proprio patrimonio.

 

In che modo è nato e come si è sviluppato il suo percorso professionale?

Dal 2022 sono consulente finanziaria iscritta all’albo. Precedentemente svolgevo il ruolo di impiegata in banca. Dopo una serie di trasferimenti da una filiale all’altra ero giunta ad un punto in cui mi ero resa conto che se avessi voluto fare questo mestiere avrei dovuto svolgerlo da un’altra parte. Tre anni fa ho iniziato a studiare per preparare l’esame da consulente, prima di iscrivermi all’albo. Nell’ultimo periodo come impiegata, infatti, ero diventata una sorta di ‘venditrice di soluzioni’ e non riuscivo a svolgere una vera e propria consulenza creata per il cliente. Avevo l’obiettivo di lavorare in maniera libera e senza pressioni commerciali, mantenendo la relazione in continuità nel tempo: era un passo necessario.

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Come emerge il suo stile personale nel lavoro e nella comunicazione?

Mi comporto sul lavoro nello stesso modo in cui mi comporto nella vita. Cerco sempre di essere disponibile, affrontando tematiche complesse nella maniera più semplice possibile. Gestisco principalmente privati, concentrandomi spesso sulla pianificazione per garantire una tranquillità futura ai propri familiari. Il mio ruolo è gestire al meglio i loro risparmi. In che modo svolgo il mio lavoro? Ascoltando e cercando di mettere il cliente al centro delle scelte che vengono condivise. Provo a creare qualcosa di personalizzato, a seconda della persona con cui mi relaziono.

Qual è la sfida principale del suo lavoro e cosa è cambiato rispetto agli inizi?

È importante essere percepiti come una figura diversa rispetto ai professionisti che sono abituati a trovare in banca. In filiale percepiscono la tranquillità del luogo in cui si trovano, mentre spesso io mi reco in prima persona dai clienti. All’inizio non è stato semplice. Siamo in un periodo di evoluzione e la figura della consulente è costretta sempre ad aggiornarsi, ad essere innovativa. Occorre farsi conoscere e far sentire la propria presenza. La difficoltà è fornire sempre un servizio di qualità per poter fidelizzare il cliente. 

Non è soltanto importante acquisire nuovi clienti, ma gestire anche quelli già acquisiti. Il mestiere della consulente è legato a un percorso varato su una pianificazione di medio-lungo periodo: è chiaro che bisogna essere in grado di fornire un servizio di qualità al cliente per far sì che decida di rimanere nel corso degli anni. Inoltre, è fondamentale anche la crescita, l’acquisizione di nuovi clienti e la comunicazione, essenziale per farsi conoscere. La concorrenza è alta e serve essere presenti, offrendo un buon servizio.

Uno degli argomenti più urgenti in materia di educazione finanziaria in Italia riguarda il ruolo della donna e la sua indipendenza economica: qual è la sua visione?

Recandomi in prima persona dalle famiglie, ho notato che spesso sono presenti entrambi i genitori. Idem con le coppie. È importante fornire consapevolezza alle donne, non solo alle giovani generazioni ma anche a quelle più anziane, perché incontro molte persone che hanno sempre svolto il ruolo di casalinga, e non hanno mai gestito appieno le finanze. Sono fermamente convinta che le ragazze giovani debbano costruirsi un’indipendenza economica, a prescindere dal tipo di lavoro, per non dipendere mai da nessun’altra figura ed essere in grado di gestirsi in maniera autonoma, consapevoli delle proprie forze.

Sul suo sito personale è presente una citazione del film “Wonder” che riguarda il tema della gentilezza. Che cosa rappresenta per lei la gentilezza?

Ognuno di noi affronta una ‘battaglia’ e non sappiamo mai che cosa ha vissuto la persona che abbiamo davanti. È fondamentale riuscire sempre a mettere a proprio agio il cliente, chiunque sia. Dal punto di vista finanziario, alcune persone hanno più cultura o più esperienza di altre: è necessario riuscire ad approcciarsi con gentilezza e mostrare che argomenti complicati possono essere trattati in maniera semplice. Non serve essere sempre eccessivamente professionali ma occorre mostrare empatia.

Un concetto finanziario in modo semplice, come lo spiegherebbe ad un bambino?

Dal punto di vista della pianificazione e costruzione di un percorso finanziario io lo spiegherei come tanti piccoli mattoncini “Lego”: per realizzare una costruzione con i mattoncini, che sia una macchina o una casa, devo partire da una base, metterli insieme e arrivare al progetto finito. Se mancano dei pezzi, alcuni si lasciano nella scatola o non si utilizzano, la costruzione non si completa. Serve mettere insieme ogni tassello, seguendo uno schema, per riuscire a costruire ciò che vogliamo.

Davide Sica

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